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Viaggiare in gruppo, da soli o con chi vuoi: l’arte di trovare la rotta che ti somiglia

E’ proprio vero che il compagno di viaggio può trasformare un tramonto mozzafiato in un ricordo eterno o in un lunghissimo quarto d'ora passato a controllare l'orologio e a domandarsi “quando finirà quest’agonia”. In questo articolo parlo dei diversi modi di viaggiare - dal calore dei piccoli gruppi alla libertà dei viaggi in solitaria, fino all'intimità condivisa dei viaggi on the road – che ho sperimentato io stessa e con cui mi ritrovo a parlare con tutti voi viaggiatori.

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Scegliere la meta del prossimo viaggio, può essere più facile di scegliere con chi farlo. Per chi ama viaggiare, la destinazione – se incontra i propri gusti – non  è un ostacolo. Ma la scelta della persona con cui condividere il viaggio è fondamentale. Perché puoi anche essere davanti alla cascata più imponente del mondo, ma se la persona accanto a te invece che godersi il panorama sta protestando perché ha le scarpe umide o perché ha la telecamera del telefono bagnata, quella magia rischia di trasformarsi nella fine di una lunga amicizia.

Ho avuto la fortuna di viaggiare in tanti modi: con lo zaino in spalla da sola per mesi, guidando per ore con la mia dolce metà in on the road indimenticabili, facendo trekking con gruppetti di appassionati, tra amiche di una vita alla ricerca di qualche giorno di relax o accompagnando piccoli gruppi in giro per il mondo.

E in tutti i miei viaggi , i vostri, osservando , ascoltando e parlando con le persone, mi è sempre più chiaro che il viaggio a volte funziona come uno scudo, altre come uno specchio e altre ancora come un ponte. Bisogna solo capire di che cosa si ha bisogno in quel momento per decidere qual è il modo di viaggiare che funziona per noi qui e ora.

Il viaggio di gruppo: quando delegare diventa una liberazione

C’è chi storce il naso davanti all’idea di un viaggio di gruppo, immaginando file indiane dietro un ombrellino colorato. E sì, c’è chi lo sceglie perchè non ha nessuna voglia di combattere con orari dei treni e prenotazioni in lingua e vuole delegare tutto per godersi solo la vacanza. E sapere che, se un traghetto viene cancellato o se l’hotel non trova la prenotazione, ci sarà qualcuno che risolverà il problema mentre tu ti godi un caffè o scatti una foto.

Ma la realtà che vivo io con i miei viaggiatori dice molto di più. In un mondo dove lo smart working ci ha tolto anche il piacere di lamentarci del lunedì davanti alla macchinetta del caffè, il viaggio di gruppo è diventato una vera oasi sociale.

Alla base ho spesso trovato la voglia di recuperare quella dimensione umana che abbiamo un po’ perso e avere l’opportunità di fare amicizia in un ambiente favorevole.

Viaggiare in gruppo crea quell’alchimia – figlia di drink e avventure condivise- in cui nascono amicizie che durano decenni. Anche per me vale lo stesso: in viaggio di gruppo ho conosciuto persone che sono da decenni miei carissimi amici e tutto è iniziato con il darsi una mano in viaggio, con il condividere la stanza o il posto a sedere in treno.

Viaggiare da soli: la libertà di cambiare rotta

A me piace moltissimo viaggiare da sola. Viaggiare da soli è un superpotere che tutti dovrebbero sperimentare almeno una volta. È un modo speciale per mettersi alla prova e concentrarsi sui propri reali bisogni, senza dover scendere a compromessi su quale museo visitare o a che ora fare colazione. Quando viaggi sola non hai lo “scudo” degli amici; sei più esposta, più pronta a dire di sì a un invito inaspettato e a fare nuove amicizie. E infatti nei miei viaggi in solitaria ho conosciuto molte più persone di quando viaggiavo in compagnia. Si crea subito quel senso di comunanza con gli altri solo travellers che ti fa sentire parte di una comunità globale.

Ma viaggiare soli richiede flessibilità. È un esercizio di ascolto interiore profondo. Bisogna saper accogliere i cambiamenti dell’ultimo momento, le deviazioni e i cambi di prospettiva che sono i veri timoni di questa esperienza. Non c’è nessuno a cui dare la colpa se sbagli strada, ma non c’è nemmeno nessuno a cui dover chiedere il permesso per fermarsi un’ora in più a guardare il mare. E anche se a volte la stanchezza prevale, impari a fare affidamento su di te e sugli altri viaggiatori che stanno sperimentando questo modo di viaggiare.

In vacanza con chi vuoi (come a Pasqua)

Poi c’è il fascino del viaggio con il partner, la famiglia o l’amica di sempre. Guidare tra i paesaggi scelti per la vacanza non è stressante, ma diventa parte integrante del viaggio stesso. È la libertà di accostare quando si vede uno scorcio interessante, di mettere la musica a tutto volume o di cambiare itinerario solo perché un cartello stradale ci ha incuriosito.

Questo tipo di viaggio è spesso una ricerca di “tempo privilegiato”. Durante l’anno siamo tutti travolti da impegni, minuti contati e una stanchezza perenne che riduce i momenti di qualità ai minimi termini. Il viaggio diventa quindi il modo per recuperare il tempo perduto.

Però attenzione: io lo dico sempre che le persone le conosci davvero solo in ferie. Specialmente quando inizia a piovere a dirotto o quando il Wifi non funziona per giorni, o peggio quando incalza la fame e dovrete mangiare tra 2 ore. Lì cade la maschera!

Chi sceglie questa modalità in genere non vuole adattarsi ai ritmi di sconosciuti. Cerca un itinerario flessibile, magari non completamente strutturato, che accetti possibili deviazioni. È il viaggio della complicità silenziosa, dove non serve spiegare perché si vuole svoltare in quella stradina che sembra portare verso il nulla.

Inutile nascondere che anche per me sono momenti d’oro , specialmente quando diventa un’occasione  per stare con amiche che non vedo da tanto o per sperimentare un nuovo itinerario con la mia dolce metà facendogli fare la cavia di qualsiasi esperienza.

Cambiamo noi, cambiano i nostri viaggi

Non siamo sempre le stesse persone. Ci sono fasi della vita in cui abbiamo bisogno della protezione di un gruppo e altre in cui vogliamo solo sentire il rumore dei nostri passi su un sentiero isolato.

Sperimentare nuovi modi di viaggiare significa lasciarsi la possibilità di meravigliarsi, non solo dei luoghi, ma anche di come noi cambiamo pelle. Il bello del viaggio è anche questo: conoscersi meglio.

“Il viaggio non è mai una questione di soldi, ma di coraggio.” Paulo Coelho