Sei qui:

Reykjavík: cosa vedere in un giorno (senza correre come una matta)

Per molti Reykjavík è solo il posto dove si dorme la prima notte. Io la penso diversamente. Un itinerario a piedi tra case colorate, hot dog leggendari e acqua calda mentre fuori nevica, perché un giorno, uno solo, basta per conoscerla.

Inizia a leggere

Una vista panoramica di Reykjavík, in Islanda, perfetta per un viaggio Reykjavik, con edifici colorati, la chiesa Hallgrímskirkja con la sua alta guglia, il verde e le montagne in riva al mare sotto un cielo azzurro e limpido.

Diciamoci la verità: Reykjavík, per la maggior parte di chi atterra in Islanda, è poco più di un parcheggio. Si prende l’auto, si punta verso i ghiacciai e le cascate e la capitale resta lì, sullo specchietto retrovisore, derubricata a “posto dove si dorme la prima notte o l’ultima”.

Io la penso diversamente.

Reykjavík è la capitale più a nord del mondo, ma non si dà arie. È piccola, la giri a piedi senza nemmeno accorgertene, colorata iin un modo che non ti aspetteresti proprio in queste zone fredde. E un giorno, uno solo, basta per conoscerla. A patto di non pretendere di vedere tutto (regola che vale per qualsiasi viaggio).

Ti racconto come la organizzerei io.

Mattina: il centro a piedi e quella chiesa che pare un razzo

Si parte da Hallgrímskirkja, la chiesa che vedi praticamente da ogni angolo della città. È alta settantatré metri e ha una facciata che ricorda le colonne di basalto che troverai sparse in giro per l’isola , tra canyon e pareti rocciose, solo che qui sono di cemento e puntano verso l’alto come la rampa di lancio di un razzo (l’ho pensato la prima volta e non sono più riuscita a togliermelo dalla testa).

Sali sulla torre. I pochi euro del biglietto sono il miglior investimento della giornata: dall’alto Reykjavík si apre tutta, tetti rossi, blu, verdi, e sullo sfondo l’oceano e le montagne. Da lì capisci subito una cosa: questa città è davvero minuscola.

Poi scendi e ti perdi. Lo dico letteralmente: cammina senza meta lungo Laugavegur, la via principale dello shopping, e infilati nelle stradine laterali. Qui trovi i murales (Reykjavík è una galleria d’arte a cielo aperto, basta alzare lo sguardo), i negozietti di maglioni di lana che costano come un volo intercontinentale, e i caffè dove gli islandesi passano metà della loro vita — perché quando fuori fa quel freddo, non resta che infilarsi da qualche parte e bere qualcosa di caldo.

Una sosta caffè qui non è una perdita di tempo. E’ un modo per ammirare in silenzio il paesaggio e la gente che lentamente cammina per strada (se sei fortunata).

Mezzogiorno: il porto, le balene e un hot dog leggendario

Scendi verso il vecchio porto. È la zona che preferisco, molto più simile ad un villaggio di pescatori, che ad una capitale, con le barche colorate e l’odore di salmastro.

Da qui partono le escursioni in barca per l’avvistamento delle balene. Se hai un solo giorno probabilmente non riuscirai a incastrare anche quella (dura tre o quattro ore), ma se ti avanza tempo o se l’Islanda la stai vivendo con più calma, è un’esperienza che vale. Su come scegliere tra le mille gite disponibili in Islanda in base a che cosa preferisci fare, ho scritto una guida apposta sulle escursioni in Islanda che magari ti aiuterà a scegliere.

E poi c’è lui. Bæjarins Beztu Pylsur, il chiosco di hot dog più famoso d’Islanda. Una baracchetta, niente di più. Ma ci ha mangiato Bill Clinton (lo ricordano ancora, con un orgoglio commovente) e ci fa la fila mezza città. Chiedilo “con tutto” — eina með öllu — cioè con cipolla cruda, cipolla fritta, senape dolce, ketchup e remoulade. Meno chic di un ristorante con vista, ma decisamente più memorabile. Qualcosa che non ti svuota il portafoglio, il che in Islanda non è un dettaglio da poco.

Pomeriggio: design nordico, acqua calda e un panorama che non ti aspetti

Dopo pranzo, due strade.

La prima: cultura. Harpa, la sala da concerti sul lungomare, è un cubo di vetro che cambia colore con la luce — di giorno specchia il cielo, di sera si illumina come un caleidoscopio. Anche solo entrare e guardare il soffitto vale la deviazione. Lì vicino c’è Sun Voyager, la scultura d’acciaio che sembra una barca vichinga e che tutti fotografano al tramonto, perchè la luce del tramonto fa apparire tutto più fotografabile, anche qui al Nord.

La seconda strada: relax. Gli islandesi non vanno nelle terme di lusso che vedi su Instagram tipo Laguna Blu. Hanno le piscine geotermiche di quartiere, quelle pubbliche, dove si scambiano i pettegolezzi immersi nell’acqua calda mentre fuori nevica. Se vuoi puoi provare l’ebbrezza di vivere come un local al Laugardalslaug . Ma se vuoi una vista impareggiabile, ti consiglio la Sky Lagoon, poco fuori Reykjavik.

Sera: l’arancio bruciato e perdersi nei ristorantini

Se sei in città d’estate, qui succede la magia. Il sole non tramonta davvero — scivola lungo l’orizzonte e tinge tutto di un arancio bruciato che dura ore. Se invece sei lì d’inverno, alza gli occhi: a volte l’aurora boreale si fa vedere anche dalla città, anche se per cacciarla sul serio devi allontanarti dalle luci.

Ed è qui, che di solito, dopo il tramonto scatta il pensiero: “Dove mangiamo stasera?”. C’è l’imbarazzo della scelta, io adoro le zuppe di crostacei che fanno in alcuni ristoranti sul porto, in cui solitamente mi ferme. La realtà è che cenare in Islanda costa tanto, anche se devo dire – si mangia bene.

Per fortuna Reykjavík è il punto di partenza perfetto. Ed è proprio da qui che cominciano la maggior parte dei viaggi in Islanda che organizzo: chi vuole girare l’isola in libertà con la propria auto, chi preferisce unirsi a un gruppo e lasciarsi guidare. Una capitale che si gira in un giorno, ma che è la porta di accesso a qualcosa di più grande.

Pronta a partire?