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Azzorre on the road: tra vulcani, oceano e crateri (ovvero: come innamorarsi di tre isole uniche)

Dalla verde Sรฃo Miguel al nero vulcanico di Pico e i villaggi di Terceira: 15 giorni alle Azzorre raccontati con la mia esperienza. Un diario di viaggio per chi vuole scoprire queste isole con il giusto ritmo, senza correre da un'isola all'altra.

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Una persona con una giacca rosa รจ in piedi accanto a un segnalatore lungo un sentiero sul versante di una montagna delle Azzorre, sotto un cielo azzurro e limpido.

Come quasi ogni nostro viaggio, anche questo รจ partito da un’ispirazione. Non solo per la voglia di vedere questi paesaggi immersi in mezzo all’oceano, ma anche per scoprire la terra di origine di uno scrittore portoghese che mi aveva molto colpito nelle descrizioni lette durante la visita alla facoltร  di Coimbra: Antero de Quental, di cui avevo letto i sonetti.

Anche questo itinerario, dopo l’ispirazione iniziale, si รจ trasformato in un’attenta selezione, prima di tutto delle isole. Avevamo 15 giorni a disposizione e siamo entrambi grandi appassionati di trekking: fare piรน di 3 isole sarebbe diventata una corsa ad ostacoli.

La prima isola, Sรฃo Miguel โ€” la piรน grande โ€”, era l’unica su cui non avevamo alcun dubbio, dato che ci tenevamo moltissimo a fare il trekking attorno ai crateri delle Sete Cidades. Poi abbiamo selezionato le altre due, non senza difficoltร  e ripensamenti (ha influito molto anche la comoditร  dei voli in base ai giorni disponibili): Pico e Terceira. Ora vi racconto come รจ andata!

Sรฃo Miguel: la piรน rigogliosa e verde

Per noi la prima tappa รจ stata Sรฃo Miguel, raggiungibile con un volo con scalo a Lisbona. Abbiamo deciso di fermarci 7 giorni (e 6 notti) e, in base al meteo che di giorno in giorno si presentava, sceglievamo se fare qualche visita con tuffo annesso oppure un trekking.

Durante una delle giornate piรน incerte e nuvolose abbiamo visitato le Caldeiras das Furnas, manifestazione evidente dell’origine vulcanica dell’isola. Si tratta di zone geotermiche attive dove la terra respira sprigionando fumarole di vapore, ma anche sorgenti di acqua bollente e pozze di fanghi sulfurei. Vi si trovano anche i famosi buchi scavati nel sottosuolo per sfruttare il calore geotermale e cuocere gli alimenti (cosa che ci รจ capitato di vedere anche in Islanda e in Giappone, a Beppu, per le stesse ragioni). In particolare, qui si cucina il Cozido das Furnas, uno stufato a base di carne di manzo, maiale e verdure (cavolo, patate e carote) che vengono messe in pentola senza particolari condimenti e calate nella buca, per poi essere ricoperte di terra e cotte per circa 5-6 ore prima di essere portate al ristorante.

La pioggerellina e il tempo incerto si abbinano perfettamente al Parco di Terra Nostra, a Furnas: un giardino botanico con una grande piscina termale che custodisce un patrimonio vegetale notevole. Nella piscina con l’acqua a 35-38 gradi ci siamo immersi per un bagno rilassanteโ€ฆ fa un certo effetto immergersi in queste acque opache color ocra (data l’alta concentrazione di ferro) . Ma soprattutto รจ stato strano immergersi al caldo quando anche fuori era davvero molto umido! Nel parco ci sono altre due piscine piรน piccole con una temperatura inferiore, che al loro interno hanno anche docce fresche per alternare calore e refrigerio. La vera spettacolaritร  del parco รจ il giardino botanico, risalente alla fine del 1700: รจ grandissimo e si trovano piante di ogni tipo, dalle felci ai bambรน, fino a ortensie e cycas. Vanta anche una delle raccolte di camelie piรน importanti al mondo (anche se a settembre erano ormai sfiorite), oltre a laghetti di ninfee, canali, fontane e grotteโ€ฆ รจ davvero un posto incantevole in cui trascorrere un pomeriggio!

A Sรฃo Miguel ci sono varie possibilitร  di escursione. Quella davvero imperdibile per noi e sognata da tempo era il camminamento sopra le caldere vulcaniche delle Sete Cidades. Ci sono vari percorsi che si possono scegliere in base alla voglia e alla preparazione fisica; ovviamente quello piรน gettonato รจ quello che porta al Miradouro da Grota do Inferno, da cui si vedono il Lagoa de Santiago, il Lagoa Azul e un pezzetto del Lagoa Verde. Uno spettacolo puro! Per chi ha voglia di vederli da altri punti di vista, suggeriamo il percorso che si snoda tutto attorno ai crateri: รจ lungo circa 20 km, non particolarmente faticoso in termini di dislivello, ma fa caldo e la strada รจ lunga. La vista a 360 gradi sui crateri โ€” specialmente sul Lagoa Azul โ€” meritava decisamente tutta la nostra fatica!

Un altro trekking รจ quello che conduce alla Cascata do Cabrito, che ci รจ capitata in un giorno particolarmente caldo e umido. Si tratta di un semplice percorso ad anello di circa 7 km dove si cammina in parte su sentieri, in parte su passerelle metalliche sospese a 40 metri di altezza (in quel punto ho tremato, anzi… imprecato!). Ma poi si arriva alla cascata e ci si puรฒ fare il bagno: l’acqua fredda รจ un vero toccasana con il caldo umido di questa foresta e ho dimenticato l’ansia da passerella!

Non troppo distante dalla zona delle cascate รจ possibile fare un itinerario attorno al Lagoa do Fogo, ma noi ci siamo limitati a guardarlo dall’alto (รจ davvero meraviglioso) e a salire al Miradouro per ammirarlo da una prospettiva ancora piรน elevata. Con la macchina in questa zona ci si muove molto facilmente.

In zona si trova anche la riserva naturale e termale lungo i pendii del vulcano Fogo, dove sono state ricavate le meravigliose piscine termali di Caldeira Velha, immerse in una fitta giungla esotica da cui il vapore acqueo sale perfino dalla vegetazione. รˆ un posto che ci รจ piaciuto tantissimo: รจ stato meraviglioso osservare quella natura cosรฌ rigogliosa, riscaldati dalle acque calde delle tre piscine e rinfrescati dall’acqua della vasca principale in cui cade direttamente una cascata! (Piccolo consiglio pratico: la prenotazione รจ obbligatoria). Io volevo stare sempre nelle piscine calde, Edo in quella fredda… Dura vita di compromessi!

La nostra attivitร  preferita durante la permanenza a Sรฃo Miguel, oltre a mangiare nelle tipiche tascas sparse qua e lร , รจ stata la “caccia” alla piscina naturale preferita.

Abbiamo amato particolarmente quelle della costa sud dell’isola, come la piscina naturale di Cerco (con acqua bassa) e quella di รgua de Pau (con possibilitร  di tuffarsi), per via del paesaggio vulcanico molto marcato, dato che รจ la parte piรน “nera” dell’isola. A Mosteiros ci sono piscine naturali con vista tramonto che meritano assolutamente un tuffo! Persino i villaggi e i paesini costieri meritano una visita, anche solo per vedere se si riesce a capitare durante un mercato locale (quello di Santana a Rabo de Peixe รจ davvero autentico) o durante una festa di paese. A noi รจ successo a Porto Formoso, dove ci siamo infilati a mangiare una bifana con patatine fritte ascoltando un gruppo locale che suonava musica rock!

Siamo stati decisamente felici di fare la gita in barca all’Isolotto di Vila Franca, una riserva naturale protetta per preservarne la conformazione geologica, l’ecosistema marino e gli uccelli che vi nidificano. รˆ una poesia: un antico vulcano sottomarino emerso dal mare a circa 500 metri dalla costa, che custodisce una piscina naturale interna di circa 150 metri di diametro, riparata dalle onde e perfetta per nuotare e fare snorkeling. La laguna รจ piena di pesci colorati! Noi ci abbiamo passato due o tre ore a fare tuffi, nuotare e visitarla a piedi (cosa che si fa in 10 minuti, data la dimensione dell’isolotto). Una meraviglia!

Prima di volare su Pico, abbiamo trascorso un pomeriggio a Ponta Delgada per ammirare il Barocco delle Azzorre, dove regna il contrasto tra l’intonaco bianco delle pareti e il basalto nero vulcanico delle rifiniture.

Pico: la piรน nera e autentica

Il volo verso Pico ci ha catapultati in un’isola completamente diversa: dal verde lussureggiante di Sรฃo Miguel siamo passati al nero totale che copre tutta Pico. Questo deriva dal fatto che l’isola ha un’attivitร  vulcanica decisamente piรน recente: l’ultima eruzione sottomarina lungo le sue coste รจ avvenuta nel 1963, mentre la grandiosa eruzione del 1718-1720 ha lasciato enormi distese di lava basaltica giovanissima, ancora ben visibili ovunque. Infatti le colate laviche (chiamate in portoghese mistรฉrios) sono cosรฌ recenti che gli agenti atmosferici non hanno ancora avuto il tempo geologico per sgretolare la roccia e trasformarla in un terreno fertile e profondo.

Questo รจ anche il motivo per cui Pico รจ l’isola del vino delle Azzorre! L’uomo ha saputo sfruttare questa particolaritร : i celebri vigneti di Pico (Patrimonio UNESCO) sono realizzati piantando le viti direttamente nelle spaccature della roccia nera e proteggendole dal vento con migliaia di muretti a secco costruiti in pietre di basalto nero.

Una delle principali ragioni per andare a Pico รจ proprio il vino: non solo per comprendere il lavoro incredibile che รจ stato fatto per impiantare le vigne in questa terra difficile โ€” storia che si puรฒ scoprire al Museo del Vino o camminando tra i filari di Criaรงรฃo Velha โ€”, ma proprio per degustarlo! Noi lo troviamo buonissimo, con il suo sapore secco, fresco, salmastro e minerale. Si puรฒ fare una degustazione in una delle principali cantine o nella cooperativa vinicola, come abbiamo fatto noi… Magari degustando anche qualche formaggio locale.

Un’altra ottima ragione per cui vale la pena visitare quest’isola รจ scoprire di piรน sulla caccia alle balene, che ha profondamente segnato la storia, la cultura e l’economia di questa terra. Dal 1987 la caccia รจ fortunatamente proibita ed รจ possibile capirne l’evoluzione attraverso i musei di Lajes e dell’Industria Baleniera di Sรฃo Roque do Pico.

Noi ne abbiamo anche approfittato per fare un’uscita di avvistamento di delfini e balene: l’uscita in mare piรน bella della nostra vita! Abbiamo avvistato tre specie di delfini diversi (il delfino grigio, il delfino comune e il delfino maculato dell’Atlantico) e due tipi di balene: la balena pilota dalle pinne corte e il capodoglio (la balena di Moby Dick!), che sembra prediligere proprio queste acqueโ€ฆ ne abbiamo visti ben tre! A parte la grande passione e preparazione del personale che ci ha guidati, abbiamo apprezzato moltissimo come questa attivitร  venga svolta seguendo regole rigide che riducono al minimo l’impatto sugli animali. Un’esperienza da non perdere assolutamente e che personalmente ricorderรฒ tutta la vita.

Se siete camminatori provetti e non vi spaventa la fatica (nรฉ il possibile dolore alle ginocchia che sentirete per giorni dopo l’impresa!), anche scalare la Montagna di Pico โ€” la vetta piรน alta del Portogallo โ€” potrebbe valere la pena, soprattutto in una giornata tersa per ammirare le isole circostanti dall’alto. Qui la fortuna gioca un ruolo fondamentale, dato che per la salita serve una prenotazione effettuata settimane e settimane prima (i posti sono contingentati) senza poter prevedere il meteo. La nostra esperienza non ci ha premiati sulla fortuna della vista dall’alto dato che era tutto coperto e neanche evitato i dolori alle ginocchia… Un’esperienza che ricorderemo per sempre e che ha lasciato a Edo un ricordo tangibile con un’unghia dell’alluce nera per la dura discesa dal monte.

Se preferite evitare faticacce, รจ bellissimo anche il percorso che attraversa tutti i laghi della parte centrale dell’isola (Lagoa do Capitรฃo, do Caiado, do Paul, ecc.), percorribile a piedi (attraverso il Caminho dos Burros) oppure in auto con un tragitto panoramico di circa un’ora e mezza… Ovviamente dopo la salita a Pico, questa strada l’abbiamo percorsa in auto.

Quest’isola รจ davvero selvaggia: con poco piรน di 13.000 abitanti, si gira per le strade senza incontrare quasi nessuno. รˆ perfetta per chi cerca isolamento e, paradossalmente, รจ la piรน adatta per chi vuole entrare in contatto con i locali, sempre molto disponibili a scambiare due parole coi pochi viaggiatori che incrociano. Qui trovare i piccoli villaggi รจ un’impresa, ma i paesaggi lungo la costa e le vedute sull’isola di Faial sono spettacolari, cosรฌ come le piscine naturali incastonate all’improvviso lungo il litorale. La nostra preferita? La piscina naturale di Lajes do Pico, dove concedersi un susseguirsi di tuffi nell’acqua rigenerante!

Terceira: la piรน festosa e storica

Il nostro viaggio si รจ concluso a Terceira, raggiungibile con un breve volo di 22 minuti da Pico. Le persone del posto con cui abbiamo parlato la definiscono “l’isola della festa” ed effettivamente quasi tutte le sere, in uno dei vari paesini, c’รจ una sagra locale con luci e musica (probabilmente le feste di cui ci parlavano erano anche privateโ€ฆ ma a quelle non abbiamo avuto accesso!). Si nota subito che รจ un’isola piรน popolata: รจ infatti la seconda per abitanti dopo Sรฃo Miguel.

La grossa differenza rispetto alle altre due รจ l’impressionante numero di villaggi e paesini perfettamente curati che si attraversano esplorandola, oltre alle due cittร  principali di Angra do Heroรญsmo e Praia da Vitรณria. Ci sono tantissime chiesette, piazzette e bellissimi miradouros raggiungibili a piedi dal centro dei borghi.

Al centro dell’isola si possono visitare due grotte vulcaniche molto diverse tra loro. La Gruta do Natal, visitabile con un percorso orizzontale di 700 metri dove si ammira il solco del passaggio della lava fluida che continuava a scorrere mentre la crosta esterna si raffreddava. รˆ una grotta dove ci si sente speleologi per 15 minuti, indossando il caschetto e muovendosi tra le pareti per osservare le classiche formazioni laviche: pareti scanalate, stalattiti di lava gocciolata, pavimenti a roccia cordata (pahoehoe) e bolle di gas impietrite. Il nome deriva dal fatto che storicamente, dopo la sua scoperta, la comunitร  locale vi celebrava la Messa di Natale.

L’altra grotta รจ l’ Algar do Carvรฃo: un cono vulcanico spento di circa 90 metri di profonditร  dove si scendono oltre 300 gradini (e poi bisogna risalirli!). Lโ€™ho trovata bellissima e monumentale, con la luce naturale che penetra dallโ€™alto illuminando le pareti coperte da un tappeto verde brillante di felci, muschi e piante endemiche. In fondo alla cavitร  si trova un lago dโ€™acqua limpida formato dalle piogge.

Sempre al centro dell’isola abbiamo visitato anche le Furnas do Enxofre, un parco vulcanico con fumarole di zolfo. A differenza delle altre isole, qui รจ piรน facile trovare, oltre alle piscine naturali, anche qualche spiaggetta, come Praia Grande a Praia da Vitรณria. Anche se al primo posto nelle nostre esperienze di “bagno” ricordiamo con enorme piacere le piscine naturali di Biscoitos a nord (forse le piรน grandi e attrezzate che abbiamo trovato tra tutte e tre le isole) e quelle di Porto do Refugo a sud.

Non mancano le possibilitร  di trekking: noi abbiamo fatto un percorso di circa 10 km che costeggia un tratto della costa sud-occidentale per visitare ciรฒ che resta di quattro forti eretti nel XVI e XVII secolo per difendere l’isola dai corsari e dai pirati.

Terceira merita il viaggio soprattutto per Angra do Heroรญsmo, Patrimonio UNESCO dal 1983 e gioiello di architettura rinascimentale perfettamente conservato. Dopo il devastante terremoto del 1980, la cittร  รจ stata ricostruita fedelmente Sorge in una posizione geografica spettacolare, stretta tra un’insenatura marina protetta e l’imponente mole verde del Monte Brasil, un cono vulcanico spento che chiude il porto naturale e che offre svariati sentieri da percorrere a piedi. Il punto piรน alto รจ comunque raggiungibile anche in auto. Oltre alle chiese e al forte ai piedi del monte, i giardini Duque da Terceira sono stati una piacevolissima scoperta dove trascorrere un’oretta passeggiando tra i sentieri e la vegetazione!

Che cosa cambieremmo e cosa รจ valso davvero il viaggio!

Col senno di poi, ogni itinerario si puรฒ perfezionare!

La prima cosa che rivedremmo รจ il numero di giorni dedicati a ciascuna isola. Sรฃo Miguel ci ha lasciato la sensazione di avere ancora tantissimo da mostrare, cose che non abbiamo avuto il tempo di scoprire in soli 7 giorni. Crediamo che quest’isola, per la sua grandezza e per la varietร  di attivitร  che propone, meriti almeno 8-9 giorni. Di conseguenza avremmo probabilmente tolto un giorno a Pico e uno a Terceira per dedicarne due in piรน a Sรฃo Miguel. Non avremmo invece aggiunto altre isole, perchรฉ gli spostamenti interni tolgono tempo prezioso al viaggio.

A Terceira avevamo prenotato un alloggio molto bello affacciato sul mare, sul lato ovest dell’isola, da dove ogni sera vedevamo tramontare il sole sull’Oceano. Era meraviglioso, ma col senno di poi โ€” avendo giร  alloggiato in posti abbastanza isolati sulle altre isole โ€” avrebbe valso la pena pernottare ad Angra do Heroรญsmo, per vivere appieno questa cittร  cosรฌ affascinante anche la sera, prima con le luci del tramonto e poi con i lampioni del centro storico.

La scalata al Monte Pico ci ha decisamente sfiancati. รˆ normale fare fatica con piรน 1000 metri di dislivello, ma si รจ trattato di un percorso davvero “spacca-ginocchia” e purtroppo quel giorno la cima era avvolta dalle nubi, quindi non abbiamo nemmeno avuto la ricompensa della vista dall’alto. Non so se la rifaremmo e di sicuro non la consigliamo a chi ha problemi alle articolazioni!

Invece, ecco cosa ricordiamo con piรน piacere:

  • L’avvistamento di balene e delfini a Pico: il piรน bello che abbiamo mai fatto, queste acque sono un paradiso unico per la fauna marina.
  • La degustazione dei vini a Pico: una sorpresa che ci ha fatto apprezzare il lavoro eroico dietro questa terra difficile (e che ora ricercheremo anche in Italia!).
  • I paesaggi delle Lagoas e le terme di Sรฃo Miguel: tra le viste piรน incantevoli rimaste nella nostra memoria, con i colori vivissimi dei fiori e della vegetazione tropicale.
  • La cittร  di Angra do Heroรญsmo: con i suoi palazzi storici, l’atmosfera coloniale e rilassata e i suoi dolcetti tipici, le Donas Amรฉlias, da assaggiare assolutamente nella pasticceria del centro storico.
  • Le piscine naturali: sparse per le isole come tappe di una caccia al tesoro. Alla fine ti ritrovi a volerle provare tutte, come se mancasse un pezzetto per completare l’opera!

La nostra isola preferita

Forse lo avrete giร  intuito: la nostra preferita tra le tre รจ stata la verde Sรฃo Miguel. Anche se รจ quella con il clima piรน umido, Sรฃo Miguel regala una varietร  di esperienze incredibile: trekking tra le lagune e le cascate, tuffi nelle acque fresche delle piscine naturali, relax nelle vasche termali calde immerse nella foresta o in giardini rigogliosi, e la cerca continua dei punti panoramici (miradouros) piรน belli da cui fotografare l’oceano. Per chi ha poco tempo e tanta voglia di Azzorre, Sรฃo Miguel non delude mai.

Pianificare un itinerario tra le isole delle Azzorre richiede la giusta combinazione tra incastri di voli, tempi di percorrenza e scelta dei trekking adatti al proprio ritmo. Se anche tu stai sognando di immergerti in questa natura selvaggia tra oceano e vulcani, ma non sai da dove iniziare a incastrare i giorni e le tappe, Raccontami la tua idea di viaggio e progettiamo insieme l’itinerario perfetto per te!