Quando pensi al Giappone, pensi ai ciliegi in fiore? Fammi indovinare: sì. Stampe giapponesi, cinema, anime e la pubblicità turistica della destinazione, negli ultimi 20-30 anni, hanno talmente martellato col concetto di sakura che pare che il Giappone più bello e più autentico si veda solo in quelle tre settimane.
Ora, i ciliegi sono meravigliosi, ma la primavera è la stagione che consiglio di meno.
Non perché sia brutta — anzi, è splendida — ma perché in Giappone è meglio che si sappia con trasparenza: il periodo in cui il paese dà il meglio di sé è anche quello in cui arrivano tutti i turisti. Il clima è piacevole, i paesaggi sono spettacolari e i ciliegi sono in fiore, ma proprio per questo treni, templi, strade e ristoranti si riempiono. E siccome un viaggio non è una cartolina, ma una successione di giornate vere, fatte anche di code, treni affollati e caldo, vale la pena considerare entrambe le facce della stessa stagione: la sua bellezza e il prezzo che comporta viverla.
Dal punto di vista meteorologico, la stagione migliore, oltre alla primavera (che non coincide solo col periodo della fioritura, ma si spinge fino a inizio giugno), per andare in Giappone è l‘autunno, tra la seconda metà di ottobre e l’inzio di dicembre. Aria secca sui quindici-venti gradi, foliage, Fuji visibile . Per chi preferisce evitare le folle e godersi i paesaggi invernali, tra gennaio e marzo, si può vivere il Giappone a ritmi più lenti, godere dei paesaggi innevati e vivere le onsen con la sua migliore atmosfera. Da evitare: l’estate, in particolare i mesi di luglio – agosto e inizio settembre, per il caldo che è davvero eccessivo. Da evitare anche, per il turismo interno, la Golden Week di inizio maggio, l’Obon di Ferragosto e il Capodanno.
Primavera: la più desiderata, la più difficile
Da fine marzo a inizio aprile il fronte dei ciliegi (i giapponesi lo chiamano sakura zensen e lo seguono in tv come noi seguiamo le previsioni del fine settimana) risale l’arcipelago da sud verso nord. A Tokyo e Kyoto la fioritura piena dura all’incirca una settimana. Poi il vento fa il suo lavoro e finisce.
Il clima è perfetto: dieci-venti gradi, aria asciutta, giornate che si allungano.
Il problema è tutto il resto. In quella settimana il Giappone ospita insieme i turisti di mezzo mondo e una buona fetta dei suoi centoventi milioni di abitanti, che fanno hanami sotto casa. Gli hotel di Kyoto arrivano a costare il doppio o il triplo, i ryokan si prenotano con molti mesi di anticipo, e i posti da cartolina, il Sentiero del Filosofo o il bosco di bambù di Arashiyama, si attraversano a passo d’uomo, spalla a spalla.
E poi c’è il dettaglio che fa della primavera una scommessa: la data non la sa nessuno. Si stima anno per anno, si sposta di una settimana in su o in giù a seconda dell’inverno che c’è stato, e tu il volo lo compri sei mesi prima. Ho visto persone atterrare con i rami già spogli e altre trovare la fioritura perfetta per puro caso, qualche settimana dopo il previsto.
La primavera che preferisco in Giappone, è quella di cui si parla meno: quella dopo i ciliegi. Da metà aprile a fine maggio (saltando la Golden Week per il turismo interno), il clima è ancora mite, il verde è nuovo, azalee e glicini prendono il posto dei petali e la folla si è già sgonfiata. E’ il momento perfetto per visitare il paese.
Se i ciliegi ti chiamano comunque (ed è legittimo, è la stagione dell’immaginario), allora facciamola bene: si punta a fine marzo più che ad aprile, si dorme fuori dalle due città principali, e si accetta in partenza che non sarà un viaggio contemplativo e rilassante, perchè ovunque andrete, sarete circondati dalla folla.
Estate: il caldo che non ti aspetti (ma anche le feste)
L’estate giapponese si divide in due, e la prima metà quasi nessuno la nomina.
Da inizio giugno a metà luglio c’è il tsuyu, la stagione delle piogge. Non è il monsone tropicale che immagini: sono giornate grigie, umide, con piogge lunghe e insistenti. Se ti chiedi qual è il mese più piovoso, è questo, giugno, per quanto piove di continuo; settembre può superarlo in quantità, ma piove in un altro modo, a rovesci (ci arrivo tra un attimo). Poi il tsuyu finisce, e comincia la parte dura. Luglio e agosto significano trenta-trentacinque gradi con un’umidità che sfiora l’ottanta per cento: un caldo che non evapora, che ti si appiccica addosso alle nove del mattino e ti molla la sera. Camminare tutto il giorno tra i templi di Kyoto in agosto è una prova fisica seria, e lo dico da persona che cammina molto e volentieri.
Da agosto a inizio ottobre, con il picco a settembre, c’è poi la stagione dei tifoni. Per chi viaggia sono raramente pericolosi; può capitare che siano cancellati voli interni e che si debba riorganizzare il programma. Si mette in conto un po’ di elasticità, come si fa con il meteo in Islanda.
Detto questo, l’estate ha due cose che nessun’altra stagione ha.
La prima sono i matsuri. Luglio è il mese del Gion Matsuri a Kyoto, con i carri enormi trascinati per le vie; ai primi di agosto c’è il Nebuta ad Aomori, con i carri illuminati e la gente che balla in strada. E poi gli hanabi, i fuochi d’artificio, che qui non sono cinque minuti di rumore ma spettacoli da due ore, con la gente in yukata seduta sull’argine dei fiumi. È il Giappone più vivo e più felice che vedrai.
La seconda si chiama Hokkaido. L’isola del nord il tsuyu praticamente non ce l’ha e d’estate sta sui venticinque gradi, con i campi di lavanda di Furano e aria asciutta. Mentre il resto del paese boccheggia, lì si sta benissimo. Se le ferie sono quelle di agosto (e lo sono per tanti di noi), non è un ripiego: potrebbe essere davvero una valida alternativa per chi soffre il caldo.
Poi c’è il mare, che quasi nessuno associa al Giappone. Esiste, e sta a Okinawa, millecinquecento chilometri a sud di Tokyo, con acqua da Caraibi e barriera corallina. Il bagno si fa da aprile a ottobre, ma le settimane davvero buone sono meno di quanto sembri: tra le piogge di maggio e giugno e i tifoni di fine estate bisogna infilarsi in mezzo. È un Giappone a parte, da aggiungere -eventualmente e non obbligatoriamente – in coda a un viaggio, per chi davvero non può rinunciare al mare neanche in Giappone.
Autunno: la stagione che consiglio a occhi chiusi
Da metà ottobre a inizio dicembre il Giappone fa quello che sa fare meglio.
Il kōyō, il foliage, al contrario dei ciliegi discende: parte da nord a fine settembre e arriva a Kyoto verso la seconda metà di novembre. Gli aceri giapponesi diventano di un rosso che non ha equivalenti da noi: non l’arancione dei nostri boschi, un rosso che tende al vermiglio, al cremisi e diventa scarlatto. E i giardini dei templi sono stati disegnati secoli fa esattamente per quel momento.
Il clima è la vera ragione, però. Quindici-venti gradi, aria secca, cielo pulito. Cammini tutto il giorno senza accorgertene.
E la folla? C’è, soprattutto a Kyoto nelle ultime due settimane di novembre. Ma è sicuramente una folla più contenuta rispetto a quella dei ciliegi: si distribuisce su cinque – sei settimane invece che su 15 giorni, e cambia tutto. Il kōyō, a differenza della fioritura, ha una durata maggiore e si pò inseguire, tappa per tappa, lungo tutto il Giappone.
Inverno: la stagione che nessuno mi chiede, e che consiglio spesso
Da dicembre a inizio marzo il Giappone è la destinazione più sottovalutata che conosca.
L’inverno qui è secco e soleggiato: a Tokyo si sta vicino allo zero di notte e intorno ai dieci gradi di giorno, con giornate limpide una dietro l’altra e la neve che praticamente non cade. Fa freddo, ma è un freddo pulito, che spesso si gestisce con il piumino da cento grammi che già conosci se hai letto i miei consigli per il meteo del Nord. Kyoto è più rigida, e con un velo di neve sui tetti dei templi .
Ma il motivo per cui te la propongo è un altro: non c’è nessuno. I giardini che a novembre attraversi in fila indiana, a gennaio li hai quasi tutti per te. I voli e gli hotel costano molto meno. I ryokan, con l’onsen fumante e il freddo fuori, danno il meglio proprio adesso, perché è per questo che sono nati. E se ti sposti a nord, l’Hokkaido d’inverno ha una delle nevi migliori del pianeta e il festival della neve di Sapporo ha inizio a febbraio. Ma anche nelle città e villaggi delle Alpi giapponesi si può vedere la neve (Nagano, Gifu, Takayama, Shirakawa-go) ed è davvero uno spettacolo!
Tra l’altro l’avvistamento del monte Fuji è più probabile nei mesi d’inverno e inizio primavera, che durante il resto dell’anno. D’estate, con l’umidità, per giorni interi è un rumore bianco all’orizzonte. Se il Fuji è nella tua lista (nel nostro viaggio di gruppo tra pop culture e tradizione ci passiamo), non è un particolare secondario.
È la stagione che scelgo per chi ci torna la seconda volta. E ogni tanto anche per chi ci va la prima e vuole vivere il Giappone a ritmi sostenibili senza caos.
Il periodo peggiore per andare in Giappone: tre settimane da evitare
Questa è la parte che ti farà risparmiare fatica e frustrazione. Ci sono tre periodi in cui si muove il paese intero, tutto insieme.
La Golden Week, dal 29 aprile al 5 maggio, incastra quattro festività in sette giorni. L’Obon, intorno a Ferragosto, è la settimana in cui i giapponesi tornano al paese d’origine per onorare i defunti. Il Capodanno, dal 29 dicembre al 3 gennaio, è il momento più sacro dell’anno: chiudono i musei, chiudono molti ristoranti e negozi, e le famiglie si spostano in massa.
In quei giorni gli shinkansen si riempiono, gli hotel raddoppiano i prezzi e il paese diventa scomodo per chiunque non stia andando a trovare la nonna. Non c’entra il turismo straniero: sono i giapponesi che si muovono, e sono tanti.
Se poi mi chiedi il periodo peggiore in assoluto, quello in cui clima e folla ti remano contro insieme, è la settimana di Obon: trentacinque gradi, umidità, treni pieni e prezzi da alta stagione. Delle tre, è l’unica che ha anche il meteo contro.
Il periodo più economico (se a decidere è il budget)
Me lo chiedono quasi quanto la stagione migliore, e la risposta è tra gennaio e febbraio, e anche da metà maggio a fine giugno. Sono i due momenti in cui voli e hotel scendono davvero, perché la domanda crolla. Il primo lo consiglio senza riserve, l’ho appena detto. Il secondo è un compromesso onesto: a giugno si può trovare la pioggia, ma basta essere attrezzati.
Il periodo più caro, per simmetria, è la settimana dei ciliegi a Kyoto. Subito dopo la Golden Week e il koyo di fine novembre. Se il budget è la variabile che comanda, possiamo valutare il tuo momento perfetto e partire da quello. Sperando che coincida col tuo periodo di ferie!
Stagione per stagione, in una tabella
Sintetizzando:
| Periodo | Clima | Quanta gente | Il mio consiglio |
|---|---|---|---|
| Fine marzo – metà aprile (ciliegi) | Mite e asciutto, 10-20° | Il massimo dell’anno, prezzi molto alti | Solo se i ciliegi e la fioritura sono il motivo del viaggio |
| Metà aprile – fine maggio (senza Golden Week) | Mite, verde nuovo | Media, in calo | La primavera che consiglio davvero |
| Inizio giugno – metà luglio (tsuyu) | Pioggia lunga, umido | Bassa, prezzi bassi | Per chi non si stressa con la pioggia e con il caldo umido |
| Metà luglio – agosto | Caldo e umido, 30-35° | Alta, altissima a Obon | Per chi non ha ferie in altri periodi, suggerirei di valutare Hokkaido |
| Settembre – metà ottobre | Ancora caldo, tifoni | Media | Periodo di passaggio, senza troppe folle |
| Metà ottobre – fine novembre (koyo) | Secco e fresco, 15-20° | Alta ma distribuita | Stagione perfetta per visitare il paese |
| Dicembre – inizio marzo (senza Capodanno) | Freddo secco e sole, 0-10° | La più bassa dell’anno | Il Giappone a ritmo lento, il più economico |
Allora, quando?
Dalla seconda metà di ottobre ai primi di dicembre lo ho già detto, il clima è ideale, si può vedere il foliage e la folla è sopportabile.
Se hai solo agosto, non rinunciare: si va a nord, si mette in conto qualche matsuri e si costruisce un programma che sia sostenibile anche considerando il caldo.
Se cerchi il Giappone silenzioso, è in inverno.
E se vuoi i ciliegi, ce li prendiamo, sapendo cosa stiamo comprando.
Poi si sa, non sempre possiamo scegliere il periodo migliore, a volte non abbiamo scelta perchè abbiamo solo determinate settimane di ferie. In questo caso, possiamo costruire insieme il tuo viaggio, sulla base di quello che è possibile per te.
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E se vuoi, dimmi che mese hai: vediamo insieme che Giappone fa al caso tuo.