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Perché affidarsi a una travel planner (e no, non è un lusso)

Organizzare un viaggio da soli sembra facile, finché non ti ritrovi con 47 tab aperte e zero certezze. Delegare non è pigrizia: è un grande regalo che puoi farti per iniziare a goderti anche il pre-viaggio.

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Ammettiamolo: almeno una volta nella vita ci siamo ritrovati alle undici di sera, con gli occhi che bruciano, a confrontare per la quarta volta due hotel che sembrano identici tranne che per il colore delle tende. E intanto le tab del browser si moltiplicano — voli, recensioni, blog di viaggio del 2017, quel forum dove qualcuno giura che “il posto migliore per vedere l’aurora è dietro il distributore” ma non si capisce quale — e la sensazione non è più entusiasmo.

È sfinimento.

Io lo so bene, perché prima di diventare travel planner e agente di viaggio, ero esattamente così.

Il mito del “tanto lo faccio da sola”

C’è un’idea diffusa, quasi un punto d’onore, nel voler organizzare tutto in autonomia. Come se affidarsi a qualcuno significasse ammettere una debolezza. “Ormai con internet si trova tutto”, si dice. Ed è vero: si trova tutto.  Il problema è trovare la cosa giusta e sapersi destreggiare tra informazioni davvero utili, fuffa e consigli di qualcuno che non conosco minimamente e che magari ha gusti totalmente diversi dai miei.

Perché internet ti dà le informazioni, ma non ti dà il filtro. Non sa che a te piace camminare tanto ma detesti le levatacce. Non sa che il tuo compagno di viaggio si annoia dopo il secondo museo. Non sa che quel ristorante con cinque stelle su TripAdvisor è diventato una trappola per turisti da almeno due stagioni (ma le recensioni sono rimaste lì, immortali come i faraoni). Ma soprattutto non sa quali sono i tuoi tempi e i tuoi bisogni, perchè spesso non li sai neanche tu!

E’ da qui che parto io. Chiedendo a te.

Tutto parte da una telefonata

La prima cosa che faccio quando qualcuno mi contatta non è aprire un catalogo. Non ce l’ho, un catalogo. La prima cosa è ascoltare. Capire come ti piace viaggiare, con che ritmo, cosa ti fa battere il cuore e cosa ti annoierebbe a morte — questo è il lavoro invisibile che fa la differenza tra un viaggio “carino” e un viaggio fatto apposta per te.

Vengo da quindici anni nel mondo delle risorse umane, dove progettare percorsi sulla base di esigenze professionali, lavorative e personali per le persone era il mio mestiere quotidiano. A un certo punto mi sono accorta che le competenze erano le stesse: ascoltare, organizzare, risolvere problemi, costruire rotte su misura. Solo che adesso le rotte portano ad un viaggio invece che in sala riunioni. Ed è tutta un’altra musica.

“Ma quanto costa?”

Ecco, la domanda. Quella che arriva sempre, giustamente, e che merita una risposta onesta.

Una travel planner costa. Il mio tempo, la mia esperienza, la rete di contatti costruita in anni di viaggi, esperienze mie e dei clienti e di relazioni con operatori del turismo consolidati — non è qualcosa che si può regalare. Ma la domanda vera è un’altra: quanto costa a te non affidarti a qualcuno?

Parlo delle ore passate a cercare, dei dubbi che ti porti fino al gate d’imbarco, dell’hotel “che sembrava perfetto nelle foto” e poi aveva le pareti di cartone, di quella strada che nessuno ti aveva detto che era in ricotruzione da 4 mesi e alla fine sei arrivata a destinazione dopo 10 ore di pullman in Nepal (e credimi non è uno sballo). Parlo di quella vocina di rimprovero “potevo organizzarlo meglio” che ogni tanto ti sussurra all’orecchio durante la vacanza, intervallata da “Non ho avuto il tempo necessario” o “Avevo letto che c’erano dei problemi ma non ci avevo dato peso”.

Ne vale veramente la pena? Come sarebbe potersi sentire sicure già prima di partire e addirittura godersi il pre -viaggio?

Il mio lavoro è alleggerirti da tutto questo. Liberarti della parte noiosa, lunga e stressante per lasciarti solo la parte bella: partire, scoprire, meravigliarti. Viaggiare insomma! Che è quello che vuoi veramente fare.

Non è il mio viaggio. È il tuo.

Una cosa a cui tengo, che è il motivo per cui ho scelto di lavorare così: io non ti vendo il viaggio che piace a me. Ti aiuto a costruire il viaggio che piace a te. Ogni viaggio nasce da quella telefonata iniziale, dai tuoi desideri, dai tuoi tempi, dalle tue curiosità e anche da quello che preferiresti evitare.

Il tuo viaggio lo fai tu. Io ti accompagno nella progettazione, ti metto a disposizione quello che so, ti copro le spalle con tutte le garanzie del codice del turismo — fondo di garanzia, assicurazioni, assistenza — e poi ti lascio partire. E se vuoi mantenere tu il controllo delle prenotazioni, posso alleggerirti da tutto il resto con una consulenza (qui ti spiego come). Così puoi pensare alla valigia giusta e zero pensieri.

Il mio obiettivo è creare un rapporto che duri nel tempo ed essere la persona su cui puoi fare affidamento quando vuoi viaggiare in cerca di stupore.

Delegare è fidarsi

Lo so che delegare non viene naturale a chiunque. Soprattutto a noi che siamo abituate a gestire tutto: la casa, il lavoro, la famiglia, gli imprevisti, la lista della spesa, i regali di compleanno. Aggiungere anche l’organizzazione del viaggio sembra quasi un dovere.

Ma delegare non è pigrizia. E non vuol dire neanche perdere il controllo del viaggio. È prima di tutto una questione di fiducia. Mi fido di qualcuno che conosce quella destinazione meglio di me, che lo fa per lavoro, e mi riprendo il tempo per godermi l’attesa.

Perché anche l’attesa fa parte del viaggio, se non sei impegnata a confrontare tariffe aeree alle due di notte.

Ci sono viaggi in cui possono bastare 15 min di organizzazione, magari in metro mentre si va al lavoro, ma ce ne sono altri che necessitano di più tempo, più attenzione. Dove la complessità è maggiore e il rischio che qualcosa non vada come pianificato è più alto. Sappi che, per azzerare ansia e stress, per quei viaggi posso esserci io per te e forse dovremmo parlarne insieme. Scopri come funziona..